San Lorenzo alle Grotte o San Lorenzo vecchio


San Lorenzo alle Grotte (attualmente noto anche come "San Lorenzo vecchio") fu un piccolo centro di origini etrusche arroccato su di un colle posto in una vallata in prossimità del lago di Bolsena, più precisamente nella Val di Lago a 330 metri s.l.m. a nord del lago stesso.

La città fu così denominata perché cinta da una miriade di grotte e fu abitata dagli Etruschi a partire almeno dal 770 a.C.
Sotto la dominazione Romana, San Lorenzo fu eletto Municipium e Prefettura.
Secondo alcune fonti storiche, durante l’invasione dei Vandali nel V^ secolo d.C., gli abitanti di San Lorenzo invocarono la protezione divina. All’approssimarsi dei barbari, durante la festa di S. Apollinare, scese una fitta nebbia che impedì agli invasori di giungere alla città che fu così risparmiata.
Nel 771-772 d.C. vi trovarono rifugio gli abitanti della vicina Tiro (l'attuale Grotte di Castro), un centro di origini etrusche posto su un colle limitrofo, in fuga dai Longobardi di re Desiderio che distrussero la loro città.
Grazie alla sua posizione privilegiata tra Acquapendente e Bolsena, San Lorenzo ebbe sempre una grande importanza strategica tanto da fomentare continue lotte tra vari signorotti locali e la Chiesa.

Nell’XI secolo San Lorenzo alle Grotte venne ceduto dalla contessa Matilde di Canossa alla Chiesa. Insieme alle terre confinanti di Grotte di Castro, Gradoli, Latera e isola Bisentina andò poi a costituire la provincia di Val di Lago posta sotto il governo di Orvieto fino al 1359, anno in cui entrò a far parte nuovamente dello Stato della Chiesa.
Nel 1266 San Lorenzo prese parte alla spedizione Ghibellina contro i Guelfi dell’isola Martana e di altri centri.
Nel 1267 San Lorenzo rinnovò la sua obbedienza alla Chiesa.
Nel 1294, insieme ad altri centri della Val di Lago, si sottomise nuovamente alla Repubblica di Orvieto. Era l'inizio di una serie di controversie con lo Stato della Chiesa fino al 1359, quando il cardinale Albornoz portò San Lorenzo di nuovo sotto la giurisdizione del papato.
Nel 1527 la città fu incendiata e saccheggiata dai lanzichenecchi, in viaggio verso Roma.
Nel 1683 un tremendo terremoto lo distrusse quasi del tutto; la popolazione, composta in gran parte da contadini molto poveri, non aveva avuto i mezzi per poter ricostruire le case e, soprattutto, era flagellata dalla malaria, che ciclicamente infuriava sulle rive del lago provocando continue vittime.

In tanti, quindi, avevano abbandonato il paese e i terreni circostanti, non più coltivati, si erano trasformati in pascoli e paludi, incrementando così la diffusione del morbo.
A causa delle continue frane e i tentativi di bonifica falliti, papa Clemente XIV decise di costruire per la popolazione della vecchia San Lorenzo un nuovo paese in una posizione salubre nella collina sovrastante, poco più distante dal lago e sulla Via Cassia, in modo tale da facilitare i commerci e le comunicazioni. Fu così che nel 1774 nacque San Lorenzo Nuovo. I lavori, iniziati sotto papa Clemente XIV, furono poi conclusi sotto Pio VI. Per la costruzione delle prime case furono, inoltre, utilizzate le pietre del vecchio borgo.


Oggi del vecchio paese ne rimangono pochi ruderi, per lo più ricoperti dalla vegetazione. Ancora abbastanza visibili sono i caratteristici colombari romani.
Il centro di San Lorenzo alle Grotte aveva una cerchia muraria con torrioni circolari e tre porte che si aprivano ad est, a sud e a nord. Le ultime due erano congiunte dalla strada principale del paese, su cui si trovavano il Palazzo Pretoriale e la chiesa di Santa Maria del Gonfalone. Al centro di San Lorenzo alle Grotte sorgeva la chiesa parrocchiale, dedicata al martire patrono, intorno alla quale erano distribuite anularmente le abitazioni. Queste, costruite con lo stesso tufo della collina su cui si fondavano, non dovevano in generale superare i due piani d'altezza; la maggioranza delle abitazioni comprendeva inoltre una cantina scavata nel masso di fondazione. Proprio la consuetudine degli abitanti del centro a creare un piano interrato per la propria casa sembra essere stata causa dei dissesti di molte abitazioni di San Lorenzo alle Grotte e questa situazione contingente, insieme all'aria insalubre prodotta dalle vicine vasche per la macerazione della canapa, ne provocò il parziale spopolamento.
Il definitivo abbandono del centro, avvenuto intorno all'ultimo quarto del XVIII secolo, fu dipeso dai progetti economico-politici della Camera Apostolica, che nella fondazione del nuovo San Lorenzo intravide maggiori possibilità di sviluppo rispetto al vecchio paese che, all'epoca, contava poche centinaia di abitanti.

Dal vecchio borgo proviene il Santissimo Crocifisso, una scultura lignea risalente al XII secolo a cui i sanlorenzani sono molto devoti, attualmente custodita all'interno della chiesa di San Lorenzo martire nel nuovo paese. Ogni anno viene celebrata, il 14 settembre, una solenne processione in suo onore, dove viene trasportato per le vie del paese uno stendardo che riproduce la sua sacra figura. Inoltre, eccezionalmente ogni 15 anni durante il "Festone", sempre il 14 settembre (festa del Santissimo Crocifisso) la scultura lignea viene portata a spalla in processione per le vie del paese.

Per raggiungere il vecchio paese partendo da San Lorenzo Nuovo, bisogna seguire la strada Cassia vecchia, lungo l'antico percorso della via Francigena. Bisogna quindi prendere via Paese Vecchio dall'attuale abitato e proseguire dritti per circa 2 Km verso sud. Il vecchio paese è posto sulla destra ma per via della folta vegetazione che lo ha ormai quasi del tutto ricoperto non è facile distinguerlo. In ogni caso è presente un cartello che parla del vecchio paese e dunque lo si può utilizzare come punto di riferimento.
In alternativa il vecchio abitato lo si può raggiungere dalla strada opposta, da una piccola traversa della SP 145 di Gradoli (ex SS 489). In questo caso il vecchio borgo è situato sulla sinistra.
Molto vicina al vecchio paese di San Lorenzo alle Grotte è la chiesa cinquecentesca di San Giovanni, l'edificio meglio conservato ai giorni nostri di ciò che rimane del vecchio borgo.
Approfondisci la storia di San Lorenzo Nuovo.

Veduta del vecchio paese di San Lorenzo alle Grotte da un disegno di un viaggiatore del XVIII secolo

La chiesa parrocchiale di San Lorenzo alle Grotte nel progetto di consolidamento dell'arch. F. Navone (1736)

Planimetria dell'area con la collina su cui sorgeva il centro di San Lorenzo alle Grotte nel Catasto Pio-Gregoriano dell'inizio del XIX secolo.

San Lorenzo alle Grotte o San Lorenzo vecchio

San Lorenzo alle Grotte o San Lorenzo vecchio

San Lorenzo alle Grotte o San Lorenzo vecchio

Quel che rimane della vecchia torre di S. Lorenzo alle Grotte

San Lorenzo alle Grotte o San Lorenzo vecchio

San Lorenzo alle Grotte o San Lorenzo vecchio

Dove si trova il vecchio paese di San Lorenzo

Terratico di San Lorenzo alle Grotte del 1619

Il Santissimo Crocifisso proveniente dal vecchio paese di San Lorenzo alle Grotte risalente al XII secolo al quale i sanlorenzani sono molto devoti.
Ogni 15 anni, in occasione del Festone, viene trasportato per le vie del paese.
Ogni 14 settembre viene celebrata la festa.